Saluti di fine anno del Dirigente Scolastico agli alunni

Riporto di seguito il mio saluto di fine anno ai miei alunni.
"Care ragazze e cari ragazzi,
l'anno scolastico si è concluso in una maniera anomala, senza abbracci, saluti e senza il vostro urlo all'unanimità all'ultimo suono della campanella, quell'urlo che mi faceva sobbalzare dalla sedia della presidenza ma che subito dopo mi faceva ricordare che era l'ultimo giorno di scuola. Velocemente mi affacciavo dal terrazzo per guardarvi mentre uscivate rompendo le righe,  felici che era terminato un altro anno e cominciava il meritato riposo. Purtroppo ciò non è accaduto. Tutto si è interrotto bruscamente  il 4 marzo, vostro ultimo giorno " a scuola ", per contrastare il rischio di contagio da Covid-19. Da quel giorno la Scuola, la vostra Scuola, è rimasta in un silenzio assordante , aule e laboratori deserti, nessuno più passava in presidenza per invitarmi ad assistere ad una lezione. Ma da quel giorno noi, come Scuola, non abbiamo perso tempo. Ci siamo riuniti ed organizzati da subito per non lasciarvi soli e per continuare a fare scuola, anche se in una nuova modalità. Il 9 marzo tutti i vostri docenti erano pronti a lavorare con voi mediante la didattica a distanza, Siete così partiti con questa nuova esperienza con i vostri "Prof", come siete soliti chiamare i vostri insegnanti, e avete lavorato sin da subito attraverso video lezioni sulle piattaforme adottate dalla scuola. In tal modo si è mantenuto il rapporto tra alunni e docenti che, in questi mesi, si  è ancor più consolidato, andando oltre gli orari canonici delle lezioni. Nessuno è stato lasciato da solo e si è provveduto a fornire gli strumenti informatici a chi ne fosse sprovvisto. I vostri docenti hanno conservato sempre un dialogo aperto con le vostre famiglie, operando in modo sinergico e collaborativo con esse per supportarvi  durante questa nuova esperienza. Ma una cosa è certa: non è questa la Scuola che ci piace. La Scuola è anche uno "spazio fisico" che va vissuto da voi studentesse e studenti in stretto rapporto con i docenti, in una relazione fatta di sguardi, di "pacche sulle spalle" per rassicurarvi. E' fatta anche di lezioni vissute come momento di interazione con l'intero gruppo classe. Stare a scuola significa infatti anche aiutare il compagno in difficoltà, collaorare in un lavoro di gruppo, condividere l'ansia dell'interrogazione o della verifica scritta, organizzare l'uscita del sabato sera. La Scuola deve essere "il luogo dello star bene", il  luogo dove si cresce, si matura, si diventa adulti, cittadini attivi e consapevoli, rispettosi delle regole del vivere civile. La Scuola è un vostro diritto, oltre che un vostro dovere. Non so ancora di preciso cosa accadrà a settembre e come si organizzerà l'attività didattica. Ma posso dirvi con certezza che noi ci saremo e non vi lasceremo soli, saremo pronti a cominciare il nuovo anno con voi, individuando le migliori soluzioni per il vostro benessere e la vostra formazione.
Vi abbraccio tutti, in modo particolare le ragazze ed i ragazzi delle classi terze, che lasciano definitivamente la Scuola Mozzillo per intraprendere un nuovo percorso di studi. Certo non era questo il modo che avevamo pensato per salutarvi, ma la situazione contingente non ci consente, almeno al momento, di fare altro. Vi auguro di continuare gli studi con lo stesso entusiasmo e senso di responsabilità che vi hanno contraddistinto in questi tre anni, e di conseguire quei risultati brillanti che vi permetteranno, poi, di affrontare gli studi universitari con elevati livelli di conoscenze e competenze. La cultura vi consentirà di diventare cittadine e cittadini consapevoli e protagonisti nella costruzione di una società sempre più fondata sui valori di libertà e democrazia.
La vostra Preside."